Olio Sagra – Olio di oliva e di semi

Fedora D’orazio

Si definisce pasticciera pasticciona e nel web molti la conoscono come Cranberry, ma lei è Fedora D’orazio: ciociara di origine, abruzzese per devozione e romana per adozione.
Nel 2010 crea apre Cappuccino e Cornetto e da allora il suo blog o meglio il suo”bar virtuale” (come ama chiamarlo) si arricchisce di dolci, torte, crostate e biscotti.
Ha fatto della sua passione un lavoro. Ha collaborato con testate giornalistiche, presenziato in diversi programmi televisivi e contribuito alla stesura di 5 libri di ricette.
Il suo motto è: “La mia vita per ora è un po’ come una ricetta senza dosi: zucchero, uova, farina, latte, tutto insieme in una ciotola, mescolo e guardo impaziente nel forno cosa succede…qualcosa di dolce ne verrà fuori!:)”
Due sono le cose a cui non sa rinunciare: una connessione internet ed un cappuccino e cornetto!
Pizz'onta
La Pizzonta o meglio scritta come “Pizz’ onta” altro non è che una “pizza unta”, cioè un impasto di pane (o pizza) unta di olio, e quindi fritta.
Come moltissime ricette della nostra tradizione popolare, la ricetta della Pizzonta è una ricetta di famiglia e non ha un vero e proprio disciplinare di preparazione, ma la troverete in ogni sagra d’ Abruzzo servita sia in versione salata (con il sale sopra) che in versione dolce (con lo zucchero).
Un cibo povero che ha una storia antica e che ritrova tutte le caratteristiche della cucina dei nostri nonni: una cucina del riciclo, dove niente veniva buttato e tutto poteva essere usato in cucina; la pizzonta infatti veniva spesso preparata in concomitanza con la preparazione delle pizze e degli impasti lievitati. Una parte di quell’ impasto veniva spezzato in palline, allargate a mano e poi fritte in grandi calderoni. Nelle sagre paesane infatti troverete delle signore che, armate di cuffietta per i capelli, schiumarola gigante -quelle con il manico lunghissimo che permette di non scottarsi- ( le signore di una volta ne sapevano di cucina!;) )friggono in continuazione in calderoni giganti!
L’ odore della pizza fritta lo sentirete da centinaia di metri di distanza e come un cane da tartufo attirato dal bottino, così vi dirigerete verso la bancarella delle pizzonte con un’ unica idea in testa: “Ne mangerò fino a star male!” che poi ve ne basteranno 3!
E si, 3 perchè dovete sapere che la grandezza di una “normale” pizzonta abruzzese deve avere almeno il diametro di una ruota di biciletta!
La pizzonta doveva sfamare un viaggiatore e un lavoratore e quindi non si pensava a versioni gourmet o mini, ma doveva essere grande e accompagnata sempre da salumi, formaggi locali e dallo street food abruzzese per eccellenza: gli arrosticini!
Di ricette di pizzonte ne troverete tantissime versioni in rete: c’è chi usa mettere le patate lesse, chi aggiunge del latte, chi frigge nell’olio , chi nello strutto, insomma è una ricetta che non ha ricetta.
Tornando però alla mia ricetta, dicevo che la pizzonta di base altro non è che una pizza fritta. Oggi per lo più si usa friggere l’impasto della pizzonta nell’olio di semi (molto più pratico, facilmente reperibile e con proprietà specifiche per la frittura), originalmente però la pizzonta veniva fritta nello strutto di maiale, o meglio nella “sugna”. Cucinare una pizzonta con lo strutto le dona un profumo intenso e una morbidezza unica, però non è facilmente reperibile e ultimanente anche nelle sagre di paese le pizzonte vengono fritte in olio di semi e così ho fatto io.
Perchè di questa rivistazione? Perchè con la mia ricetta e quella di altre amiche foodblogger, Olio Sagra ha deciso di farvi scoprire la cucina tradizionale italiana con il progetto #streetfoodautore dove ad ogni regione sarà associata una ricetta di cucina di strada tipica del posto. Io vi porto a conoscere l’Abruzzo ( che sapete è la mia seconda casa) ma allo stesso tempo rimango in casa laziale perchè anche nel Lazio si prepara la pizzonta che però per noi è solo una pizza fritta
Ingredienti
300 g di farina 00
150-180 g di acqua ( a temperatura ambiente)
5 g di lievito di birra
3,5 g di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva CLASSICO SAGRA
per la frittura:
olio di semi di arachide SAGRA
sale fino
Procedimento
Impastate tutti gli ingredienti in una grande ciotola oppure in planetaria. Aggiungete l'acqua gradatamente perchè a seconda del tipo di farina potrebbe ci sarà un assorbimento diverso ( io alla fine ne ho usate 160 g)

Mettete a lievitare in una ciotola coperta con pellicola fino al raddoppio ( deve formare delle belle bolle).

Riprendete l'impasto e spezettatelo in panetti di circa 50-60 g l'uno per fare le pizzonte classiche oppure più piccoli ( 25g) se volete farle più piccine.

Mettete nuovamente a lievitare per un'altra mezz'ora.

Riscaldate l'olio di semi in una larga pentola per frittura ( leggere note sucessive sulla corretta frittura).

Con le mani allargate le palline di impasto su un piano di lavoro infarinato, e stendetele con le mani ( potete usare anche il matterello).

Friggete pochi pezzi per volta facendo dorate le pizzonte su entrambi i lati.

Scolate su carta assorbente oppure carta apposita per fritti.

Servite calde con aggiunta di sale spolverato sopra ( o zucchero nella versione dolce)

Annalaura Levantesi
Marche
Elisabetta Cuturello
Calabria
Simona Deschino
Sardegna
Per maggiori informazioni, chiamare il numero 02 3626 5905 (il costo della telefonata è pari alla tariffa concordata dal consumatore con il proprio gestore telefonico)
Concorso valido per l'Italia dal 05/06/2017 al 05/09/2017 con l’individuazione dei vincitori tramite giuria ed estrazione finale entro il 15/10/17.
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