Olio Sagra – Olio di oliva e di semi
Alice Lombardi
Mi chiamo Alice, sono nata e cresciuta in Liguria, ad un paio di scogli di distanza dalle Cinque Terre. Abito in un piccolo e meraviglioso paese in cui corri il piacevole rischio, quando percorri i 700 mt che distano dalla bottega, di intraprendere il viaggio più lungo della vita tra buongiorno e buonasera. Sono cresciuta in una casa popolata da donne che si aggiravano per la cucina affaccendate tra pentole e fornelli. Ho sempre vissuto le stagioni scandite da ricette, in primavera la marmellata di more, in estate la salsa di pomodoro, in autunno la zuppa di legumi e in inverno le frittelle di castagne. Il mio blog, Salvia & Rosmarino, prende il nome dalle erbe aromatiche più utilizzate in Liguria, quei cespugli che avvolgono anche il giardino della mia casa, è un diario in cui mi piace raccontare le storie della mia famiglia e le tradizioni culinarie che mi accompagnano.
La Farinata
La farinata di ceci è una specialità ligure, una preparazione povera ma nutriente a base di farina di ceci, acqua e ottimo olio extra vergine d’oliva.

Leggenda narra che sia nata per errore, durante il viaggio di rientro delle galee genovesi vittoriose sui pisani dopo la battaglia della Meloria nel 1284. A causa di una tempesta le scorte in cambusa si rovesciarono e si mescolarono tra loro, creando un miscuglio di ceci, acqua di mare e olio. Poiché le provviste erano scarse si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.

Alcuni marinai la rifiutarono e la lasciarono al sole, che asciugò il composto. Il giorno dopo, spinti dai morsi della fame, i marinai mangiarono il preparato scoprendone la prelibatezza. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare quella ricetta improvvisata e mescolarono al meglio gli ingredienti facendo nascere la famosa farinata genovese.

Questa bontà, portata avanti nei secoli, una volta si poteva gustare nelle innumerevoli “sciamadde”, locali semplici in cui la farinata e altre specialità liguri, venivano cotte nel forno a legna e consumate in piedi, appoggiati al bancone.

Oggi questi locali sono pochi, fortunatamente alcuni ancora sopravvivono, portando avanti con orgoglio la preparazione di questi antichissimi piatti da passeggio, come veri precursori dello street food! Per me questo è un piatto legato ai ricordi, ai rituali di famiglia, al sabato del pane cotto nel grande forno a legna, quando, nel momento di massimo calore, la nonna infilava queste grandi teglie di rame piene di un liquido dorato che dopo pochi minuti si trasformava in oro per le mie piccole papille gustative!
Da gustare semplice, con una spolverata di pepe nero appena macinato, oppure con dello stracchino o cotta assieme ai cipollotti o ai bianchetti, io invece ve la presento in una veste estiva, con della misticanza fresca, delle uova di quaglia sode e qualche goccia di pesto, accompagnata con un bicchiere di bianco della riviera ligure… pura poesia!
Ingredienti
per una teglia di circa 30 cm

200 g di farina di ceci
8 cucchiai di olio Sagra extra vergine d’oliva a bassa acidità
600 ml di acqua
sale q.b.
Procedimento
Mettete la farina di ceci in una terrina e versatevi, poco alla volta, l’acqua mescolando con cura. Salate e lasciate riposare per tutta la notte. Al mattino togliete con un mestolo la schiuma che si sarà formata in superficie, mettete l’olio nella teglia e versatevi il composto mescolando bene, in modo che si unisca all’olio. Cuocetela in forno caldissimo a 250° per circa mezz’ora.

Fedora D’orazio
Abruzzo
Angela Simonelli
Toscana
Barbara Toselli
Lazio
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