FAQ
Il mondo di Sagra Salute e benessere A tavola con Sagra Divertiti con Sagra Non tutti sanno che Sagra ...non tutti sanno che FAQ

Quanto può durare un olio ben conservato?

L ‘olio, se opportunamente confezionato, si mantiene inalterato per 12/18 mesi.

Cosa determina il grado di acidità negli oli di oliva?

Il grado di acidità è naturalmente determinato dalle condizioni di coltivazione, raccolta e frangitura delle olive.

Che colore ha un buon olio extravergine d’oliva?

Il colore può assumere un’infinita gamma di gradazioni, ed è determinato dalla varietà delle olive, dallo stato di maturazione e dalla prevalenza di clorofilla o caroteni in esse contenute. Si possono avere oli di un bel verde brillante con un gusto tenue e delicato, di contro si possono avere oli dal colore giallo paglierino dal gusto intenso.
Il colore non rappresenta un indicatore attendibile della qualità del prodotto.

L’acidità si sente dal gusto?

No, è un parametro misurabile con analisi chimiche di laboratorio

Un olio fruttato è poco digeribile?

No, il forte sapore dell’oliva (frutto) garantisce la presenza di polifenoli, tocoferoli (vitamina E) e antiossidanti in alte quantità. La presenza di queste sostanze favorisce maggiormente la digestione.

L’olio italiano è il migliore del mondo?

Per avere un olio di qualità occorre seguire tre regole:

- Raccolta delle olive senza difetti

- Giusto grado di maturazione delle olive

- Frangitura entro 24 ore dalla raccolta

L’Italia produce oli di qualità così come avviene anche in altre aree del bacino del Mediterraneo.

Il vanto di un olio di marca, che vende milioni di bottiglie l’anno, risiede nel riuscire a selezionare un olio di qualità nel tempo attraverso la ricerca delle migliori produzioni e la cura costante nello scegliere oli extravergini di qualità. Per queste ragioni la provenienza non basta a garantire la qualità di un olio.

Che differenza c’è tra gli oli regionali e italiani?

In Italia si produce olio in tutte le regioni, escluse il Piemonte e la Valle d’Aosta. La Comunità Europea ha indicato un marchio di origine per questi oli con due sigle IGP e DOP.
La differenza tra gli oli regionali è essenzialmente legata alle caratteristiche organolettiche. Ogni olio ha una identità specifica conferitagli da colore, aroma e gusto che lo distingue da tutti gli altri. Queste caratteristiche sono influenzate principalmente dalle condizioni della zona di produzione dal tipo di olivo impiegato per la produzione.

Cosa è un olio D.O.P.?

La sigla D.O.P significa Denominazione di Origine Protetta ed è il riconoscimento ufficiale concesso dall’U.E. ad alcuni prodotti alimentari la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un’area geografica delimitata e dalle caratteristiche omogenee e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata.

Cosa è un olio I.G.P.?

I.G.P. è un acronimo che sta per Indicazione Geografica Protetta ed indica una zona produttiva indicata nel disciplinare con caratteristiche omogenee che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipendono dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avvengono in un’area geografica determinata.
Per ottenere la IGP quindi, il processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Qual è il miglior metodo di raccolta delle olive?

Il miglior sistema di raccolta è la tradizionale brucatura, la raccolta a mano delle olive dalla pianta. Consente di cogliere il frutto al grado di maturazione voluta, nelle condizioni migliori, integro, senza che sia venuto a contatto con il terreno. Da evitare la raccolta da terra.

Che cosa vuol dire “pressato a freddo” o “‘spremuto a freddo“? E’ indice di maggiore qualità?

Tale dicitura indica esclusivamente la lavorazione delle olive a temperatura ambiente. La qualità non è garantita perché essa dipende anche da molteplici altri fattori come la qualità delle olive frante. Inoltre tale sistema favorisce l’esposizione delle olive all’aria favorendo così il loro processo di ossidazione.

Quali sono gli oli più adatti per la frittura?

NTra gli oli vegetali, l’olio di oliva è quello più idoneo ad essere utilizzato in frittura grazie al proprio “punto di fumo” (190 -240 °C) più alto rispetto agli altri oli, che lo rende più stabile alle alte temperature.

Sul mercato è presente anche il prodotto per friggere “Frimax” che, grazie all’aggiunta dell’olio di palma, può friggere più a lungo senza alterarsi rispetto agli altri oli di semi.

Cosa è il “punto di fumo”?

Il ”punto di fumo” rappresenta la temperatura alla quale la sostanza grassa comincia a fumare, si altera chimicamente e sviluppa sostanze tossiche come l’acroleina.
Il punto di fumo dell’olio di oliva extravergine è pari a 160-210 °C, mentre per l’olio di oliva è 190-240 °C

Che cos’è un “Panel test”?

E’ uno strumento normato (reg. CEE 2568_91) e utilizzato al fine di verificare le caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini. Formato generalmente da un gruppo (panel) di circa dieci assaggiatori selezionati ed allenati all’apprezzamento delle caratteristiche olfatto gustative degli oli vergini i quali, utilizzando una “scheda-panel” redatta dal Consiglio Oleicolo Internazionale (C.O.I.), valutano una serie standard di attributi, positivi o negativi che siano.

Che cos’è la “drupa”?

E’ un frutto carnoso con una parte esterna sottile (l’esocarpo, cioè la buccia), una parte centrale carnosa (il mesocarpo, la polpa) ed una parte interna legnosa (l’endocarpo, il nocciolo), che contiene al suo interno un solo seme. Una tipica drupa è l’oliva.

Cosa indica la parola “cultivar”?

Si intende un tipo di pianta con caratteri morfologici e fisiologici ben delineati e riproducibili per via gamica di particolare interesse e trasmissibili con la propagazione, sia per seme sia per parti di pianta.

L’olio in bottiglia appare solido, fa male?

In questi casi è necessario ricorrere ad una breve immersione a bagnomaria, evitando in seguito di esporre nuovamente l’olio a temperature inferiori a 12°C. il freddo non provoca alterazioni nella sua struttura e non ne diminuisce la conservabilità.

L’olio ha assunto un colore rossastro, cosa significa?

Il colore rossastro è dovuto all’ossidazione della clorofilla, naturalmente presente nell’olio di oliva e responsabile del tipico colore verde. Tale fenomeno può avvenire se il prodotto viene esposto a forti fonti di calore o alla luce intensa senza una confezione che lo protegga efficacemente.